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Media e cultura dell’educazione: nasce "Il mediario"
La centralità dei media, nella nostra società, rende necessario un impegno nei confronti dei minori che devono acquisire confidenza con la pluralità dei codici espressivi propri di tv, cinema, radio, stampa e Internet. Per rendere effettivo il diritto all’informazione dei futuri cittadini e tutelare i bambini e i ragazzi di oggi è fondamentale fornire strumenti idonei a stimolare la loro capacità critica di lettura dei messaggi provenienti dai media.

Dopo quella alfanumerica va sviluppato un nuovo tipo di alfabetizzazione. Questo compito coinvolge la scuola e chi lavora nel mondo della comunicazione, con una particolare attenzione ai principi etici che ispirano l’Ordine dei giornalisti, garante della deontologia professionale per la salvaguardia del diritto all’informazione.

La libertà di espressione e di informazione implica l’esistenza di un pubblico in grado di esercitare tale diritto. È possibile ricevere un’informazione o un messaggio corretto solo se si è in grado di decodificarlo. Gli adulti del futuro non vengono istruiti, i bambini e i giovani di oggi non sono in grado di esprimersi attraverso l’uso dei media e non hanno tutela. La loro personalità è più fragile e naturalmente esposta nel riconoscere la differenza tra realtà e finzione (pensiamo all’influenza esercitata dai messaggi pubblicitari sui minori o le insidie delle chat su Internet).

Non mancano nella scuola tentativi isolati ed esperimenti di educazione ai media sostenute da iniziative spontanee, da progetti più organici finanziati da pubbliche istituzioni o sponsorizzati dai privati. Va ricordato che giornalisti e comunicatori hanno stipulato un codice di autoregolamentazione nel 1997 impegnandosi a collaborare col sistema scolastico per educare bambini e ragazzi a una corretta alfabetizzazione televisiva.

Su questi sforzi e sulla necessità di portare la scuola a occuparsi in maniera più completa e organica di educazione ai media si concentra l’attenzione e la ricerca di chi ha ideato, scrive e collabora per Il Mediario.

Un periodico di informazione rivolto a insegnanti, educatori, amministratori, politici, responsabili e operatori del mondo dei media aperto a un più generale dibattito per conoscere e dare spazio alle iniziative di chi si sta impegnando nell’opera di una nuova e necessaria alfabetizzazione.

Il Mediario vuole contribuire a fare conoscere e stimolare il passaggio dalla fase di sperimentazione all’introduzione nella scuola di un piano organico di formazione per insegnanti e educatori ai media (media educator).

Al contributo di educatori e ricercatori che teorizzano e sperimentano programmi e laboratori di educazione ai media, si aggiunge il punto di vista di chi opera ed è responsabile dei messaggi mediatici.

Televisione, radio, Internet, stampa e cinema: cinque canali cui se ne aggiunge uno sul teatro per sottolineare il ruolo culturale della comunicazione e il suo imprescindibile valore sociale.

Il Mediario, che ha scelto Internet come medium per le sue caratteristiche di interattività, si propone dunque come il primo portale italiano dedicato all'educazione ai media, con l'obiettivo di collegare, far conoscere e partecipare a quel rinnovamento dell'istruzione che deve essere in grado sia di sostenere lo sviluppo della comunicazione, sia di adeguarsi alle esigenze reali degli individui.

La Redazione
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