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Media Education
Il caso Argentina
Ripensando la Tv
(versione stampabile)
Nonostante l’insieme di trasformazioni avvenute nel quadro dei consumi giovanili (per la comparsa dei new media), la Tv costituisce una delle principali preoccupazioni per il Programa Escuela y Medios del Ministero dell'Educazione Argentino.
La Direttrice del Programma la Dott.ssa Roxana Morduchowicz nell’incontro realizzato sulla qualità della televisione argentina (in occasione dell’edizione 2009 della Fiera Internazionale del Libro in Buenos Aires), ha fornito le ragioni per cui l’argomento è ormai di grande interesse:

a) anzitutto, la televisione è il media più diffuso nelle case argentine (95%), a cui i ragazzi tra gli 11 e 17 anni dedicano più ore (una media di 3 ore al giorno);
b) nel confronto con gli altri “schermi”, quali cellulari, internet e videogiochi, la tivù ancora vince la gara come media preferito;
c) in più, secondo la ricerca La Generación Interactiva en Iberoamérica il 60% dei bambini argentini consultati fra i 6 e 9 anni dichiarano guardare la tivù senza la presenza di un adulto. Di tale percentuale il 46% dichiara di avere la televisione nella loro stanza.

Educare alla TV diventa, dunque, un obiettivo importante per il Ministero dell’Educazione. Il Programa Escuela y Medios ha pubblicato due guide destinate a genitori, docenti e anche ai ragazzi, per orientarli a guardare la tivù. La tele en familia 1 e La tele en famiglia 2 presentano consigli e raccomandazioni per orientare i ragazzi a guardare la tivù, ma anche per condividere la TV in famiglia, conoscere i gusti dei figli, dialogare ecc.
Una recente ricerca europea ha rivelato cambiamenti nella “dieta mediale” dei giovani. Il consumo televisivo, dunque, andrebbe inserito all’interno di un sistema di comportamento multitasking (Rivoltella; 2006). Tuttavia è interessante vedere invece, come la televisione in Argentina, ancora oggi ha molta rilevanza nelle esperienze di consumo dei giovani al di là degli altri media.

In questo senso la Dott.ssa Morduchowicz ritiene che la TV compie una funzione sociale fondamentale soprattutto per i ragazzi degli strati più bassi della società. "Essa intrattiene, insegna pratiche quotidiane ecc. I ragazzi imparano della tivù nonostante essa non ha direttamente questo fine"
Per completare questo paesaggio televisivo, è importante dare spazio a due ricerche che hanno lanciato l’allarme sulla qualità della televisione aperta in Argentina, cioé, la TV accessibile a tutti senza necessità di pagamento.

La prima riguarda una ricerca realizzata dall’Observatorio de la televisiòn della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Austral Argentina, La Qualità della Televisione Argentina nella quale si evidenziano tre elementi significativi: 1) l’utilizzo di linguaggio volgare (92%); 2) trasmissione di non-valori (quali bugie – inganno), stereotipi e semplificazione della realtà (55%); 3) simulazione della realtà da parte dei telegiornali, cioé, la rappresentazione dell’informazione attraverso la fiction e l’utilizzo di strategie per catturare telespettatori (60%).
Rispetto al secondo studio, il CONFER consegna un’immagine sulla TV un po’ inquietante: l’alto grado di violenza (fisica, verbale e psicologica) nelle trasmissioni televisive (71%), in particolare negli orari protetti ai minori. Secondo questa ricerca , la TV mostra un atto di violenza ogni 15 minuti.

Sulla base di questa fotografia della TV argentina, il Ministero evidenzia la necessità di ripensare la TV. In questo senso propone responsabilizzare “lo schermo” sui contenuti, ma allo stesso tempo evidenza l’ importanza di formare, da una parte i docenti e i genitori, dall’altra i ragazzi; i primi non possono dimenticare la loro responsabilità riguardo cosa i ragazzi guardano in TV e come fanno propri i contenuti (La tele en familia; 2004).

Secondo Morduchowicz occorre educare i giovani in modo che loro possano comprendere ciò che guardano in tivù, che possano sfidare i messaggi, che possano scegliere quello che vogliono guardare con spirito critico e riflessione. Tuttavia segnala che non dobbiamo dimenticare che la ricezione televisiva non deve essere separata dal contesto socio-economico e familiari. Questi fattori incidono nella lettura e nella resinificazione dei messaggi. In questo senso il ruolo dell’adulto come mediatore assume una grande importanza.
Per concludere, dal punto di vista del Ministero dell’ Educazione, nessuno deve esigere che la TV “educhi”, neppure pensare che una TV di qualità si faccia solo con documentari oppure con le cosiddette trasmissioni culturali.

Morduchowicz ritiene che una TV di qualità, nel contesto argentino, deve essere una TV diversificata in termini di trasmissioni e di generi televisivi, che porti in primo piano i valori e modelli costruttivi, sia innovatrice, creativa, promuova l’interesse e la sensibilità, includa diverse voci e una pluralità rappresentativa, abbia una copertura informativa ampia, favorisca la produzione televisiva nazionale e abbia una buona qualità artistica.
a cura di Flavia Hinmel
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