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Investire su se stessi apprendendo un nuovo linguaggio
Videocurriculum (versione
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“Scrivere e parlare di noi è la cosa più difficile, perché la nostra identità, nei tempi in cui viviamo è la cosa più presente e sfuggente che ci sia allo stesso tempo. Farlo davanti a una telecamera è il modo migliore per catturare la nostra identità ma dobbiamo avvicinarci indirettamente, partendo dal mondo e dalle sue nuove forme di veicolazione dei messaggi. Scopriamo il mondo dei media da piccoli e solo all’inizio dell’adolescenza e poi in età adulta, si spera, scopriamo il significato giusto da attribuirgli.” (Barbara Vaccariello)
Nasce nel nostro paese la video candidatura, una forma di auto-presentazione che si è affermata negli Stati Uniti e muove i primi passi in Europa.
Francesca Rascazzo, sociologa della comunicazione e dei mass media intervista Barbara Vaccariello ideatrice del progetto Videocurriculum – Investire su se stessi apprendendo un nuovo linguaggio.
Che cos’è il Videocurriculum?
È uno strumento utile alla ricerca attiva di lavoro, una forma di auto-presentazione che recentemente si è affermata negli Stati Uniti e in altri Paesi di lingua anglosassone. Il prodotto in sé è un video, generalmente della durata di pochi minuti, che presenta la persona, la professionalità e le skills del candidato che ha così modo di anticipare al selezionatore, sia esso azienda, ente, istituzione o privato, non solo i dati anagrafi ci e le proprie esperienze scolastiche e lavorative, ma anche la propria personalità, il proprio modo di porsi, l’abbigliamento, alcuni aspetti caratteriali, alcuni o tutti gli strumenti di lavoro in proprio possesso, e, volendo, le proprie passioni e gli interessi.
Attraverso il progetto Videocurriculum – Investire su se stessi apprendendo un nuovo linguaggio, quali sono gli obiettivi che ti proponi?
Il mio progetto ha l’intento di produrre un messaggio utilizzando in modo appropriato le regole linguistiche dei media, il tutto per raggiungere un dato obiettivo comunicativo: supportare il candidato nell’elaborazione e nella produzione di un nuovo strumento che parli per lui, che trasmetta le sue aspirazioni, competenze, capacità. Ciò necessita anzitutto di un lavoro di interpretazione del messaggio che il candidato desidera trasmettere, e contemporaneamente della valutazione degli strumenti e linguaggi più efficaci nel raggiungere l’obiettivo. Lavorare insieme è essenziale perché il messaggio mediale esprima pienamente i “punti di vista”, gli orientamenti, ed anche i valori del candidato.
Inoltre, si tratta di un lavoro che permette di guardare con occhio più attento le modalità della propria produzione mediale.
Quali risultati attendi dal tuo progetto?
Il progetto in sé ha due obiettivi complementari, da una parte realizzare un prodotto utilizzabile nella ricerca di lavoro, dall’altra, grazie all’apprendimento delle tecniche di ripresa e di montaggio, si vuole dotare il candidato di una formazione/educazione al media video, sfruttabile sia per realizzare il video curriculum, sia per scopi personali e/o lavorativi futuri. I risultati sono tutti da verificarsi, anche perché in Italia le esperienze di Media Education rivolte agli adulti non sono molte, al di là di questo progetto. L’idea di fondo è di usare i media come ambiente entro cui si sviluppano dinamiche sociali, agiscono modelli di comportamento, si aprono spazi di partecipazione per il singolo e le comunità.
Il Videocurriculum vanta alcuni punti di forza rispetto ad altre forme di autopresentazione?
Si, i punti forza sono molteplici sia per il candidato, sia per il selezionatore. Dopo aver fatto una ricerca su Internet (www.youtube.it/www.vimeo.com) e aver visto più di 50 videocurriculum, credo si tratti di un ottimo canale diretto, il candidato si presenta senza la necessità di intermediari che pongono domande.
Chi deve selezionare può visionare un videocurriculum quante volte vuole, guardare in faccia il candidato, mettere a confronto i vari candidati selezionando quelli che presentano le caratteristiche richieste, non solo quelle strettamente legate alle mansioni lavorative (es.: facilità di esposizione, comunicabilità, ecc.). Inoltre il selezionatore può farsi un’idea quasi immediata del candidato, specie se supportato da uno strumento cartaceo che riporti anche la formazione e le esperienze del candidato stesso.
Realizzare personalmente il proprio videocurriculum con il supporto di esperti di Media Education e video maker rappresenta, secondo me, un ottimo canale attraverso il quale le nuove tecnologie diventano il punto di partenza per entrare prepotentemente nel mercato del lavoro, specialmente per nuove tipologie di impiego (ad esempio l’ambito dei nuovi media). Il videocurriculum può essere utilizzato anche come forma di espressione creativa: il candidato potrà essere scelto proprio in virtù dell’utilizzo di strumenti multimediali.
Credo infine che con la crescita esponenziale che si verifica in ambiente Internet, stimolare l’utilizzo dei nuovi media per presentare la propria candidatura di lavoro significa essere all’avanguardia nel mondo del lavoro.
E gli aspetti negativi?
Innanzitutto credo che il rovescio della medaglia potrebbe arrivare a portare chiunque a realizzare il proprio videoCV in casa, non curante di quelli che sono gli aspetti in cui credo fortemente e cioè gli aspetti educativi dello strumento Video per chi lo produce e per di chi ne usufruisce. L’intento del progetto non è quello di creare degli esperti video, ma di fornire ai soggetti adulti coinvolti alcune competenze riguardanti le nuove tecnologie da utilizzare in ambiente lavorativo. Chiunque al giorno d’oggi si diletta o si improvvisa esperto video, ma soltanto chi è in grado di sfruttare al meglio l’aspetto metodologico potrà realizzare un prodotto di significato e non l’ennesimo esperimento per apparire. Proprio per far emergere il valore educativo, oltre che strumentale, dello strumento stiamo lavorando alla produzione di un Reportage che racconti e spieghi che cos’è il progetto Videocurriculum – Investire su se stessi apprendendo un nuovo linguaggio.
Come ti immagini il futuro della video candidatura nel nostro Paese?
Anche se il videocurriculum in Italia è uno strumento poco conosciuto e utilizzato sia dai candidati, sia dai selezionatori, è prevedibile che nel giro di pochi anni si imporrà quale nuova metodologia di reclutamento da affiancare agli strumenti tradizionali. Io spero che questo scenario possa integrarsi alla metodologia della Media Education: un progetto educativo rivolto agli adulti che pone le basi per un utilizzo consapevole e completo dello strumento mediale.
Le aziende come rispondono o risponderanno a questa nuova forma di candidatura?
Vorrei citare una frase da uno dei miei libri preferiti, Il ritratto di Dorian Gray, una frase che mi ha molto colpito: «Le persone superficiali non giudicano dalle apparenze».
Io credo che le aziende utilizzeranno la video candidatura come primo approccio verso il candidato ma che il rapporto umano e le sensazioni che si vengono a creare nella relazione diretta con il candidato saranno sempre e comunque determinanti per la scelta.
Il “tradizionale” invio on-line del proprio CV verrà presto archiviato?
Come ho già detto prima, credo che il curriculum cartaceo possa fungere da strumento di supporto a quello video; in questo modo verranno riportate tutte quelle informazione che in pochi minuti non è facile raccontare. |
| Francesca Rascazzo
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