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Stampa e Dintorni
Adulti e giovani
Effetto Serra
(versione stampabile)
La rete è democratica o demagogica? Michele Serra pone questa domanda retorica nella rubrica L’Amaca pubblicata quotidianamente su la Repubblica.

Credo sia giusto soffermarsi sulle sue riflessioni perché frutto del pensiero di uno scrittore, autore televisivo e opinionista in grado di mettere a nudo con disincantata ironia le contraddizioni del nostro tempo.

“Da quel semi-analfabeta tecnologico che sono, continuo a chiedermi perché pubblicare su Internet qualunque porcheria sia (di fatto) lecito, mentre lo stesso genere di materiale non trova sbocco sugli altri media… non servono cursus professionali, o raccomandazioni di parenti e amici: cosa che rende la faccenda assai democratica, ma anche alla mercè di qualunque idiota e farabutto.” (Michele Serra, la Repubblica 11 aprile 2007)

Senza giri di parole va subito raccomandato di non sottovalutare la valenza nazional-popolare della tv e la sua carica impressionante di volgarità. Nell’ultimo Grande Fratello, per esempio, il bullismo viene offerto come spettacolo esercitato contro un quarantenne, ribattezzato Orsacchio dalla Gialappa, colpevole di essere il più vecchio del gruppo. L’emulazione e la vanteria dei giovani trova uno sfogo passivo nella tv e uno attivo su Internet. In entrambi i casi vengono sfruttati malessere e ignoranza per fare audience e accessi.

Massimo Gramellini scrive: “Il deserto morale che scorre sul computer non nasce lì dentro, ma dalla vita reale. Volgarità, arroganza e vuoto interiore esisterebbero anche se la Rete smettesse di diffonderli. Sarebbe solo più difficile avere cognizione della portata del fenomeno, che per tradursi in notizia avrebbe bisogno di un dramma, come nel suicidio dell’adolescente sfottuto dai compagni.” (Massimo Gramellini, La Stampa 12 aprile 2007)

Esiste un malessere evidente nella vita reale ma, da bravo giornalista, Gramellini non può sparare a zero contro ogni forma di censura quasi che i media non avessero peso nell’educazione e nella cultura dei giovani. Come ha scritto Serra prima di lui, accusare di essere dei censori chi vuole mettere severi controlli sui maggiori gestori (Google, YouTube, ad esempio) vale quanto incolpare di repressione un poliziotto che sventa una rapina.

La disputa non deve svolgersi solo sul terreno morale, ma soprattutto su un piano pratico.
Lo spettatore che divora cinema e tv spazzatura diventa inevitabilmente un potenziale produttore di multimedialità fecale. Possiamo senza dubbio affermare che si diventa ciò che si mangia.

Il problema deve essere affrontato investendo intelligenza e denaro su una corretta educazione alimentare senza trascurare nel frattempo di porre un limite o chiudere, se fosse necessario, l’attività di chi si arricchisce vendendo veleno.
La censura, da sola, limita la democrazia. La libertà, senza cuore e idee, la trasforma in demagogia.

In realtà sappiamo che quest’ultimo processo è già in atto e tutti i media si prestano senza problemi a qualsiasi campagna demagogica in occasione delle consultazioni elettorali. La nostra democrazia è costantemente a rischio e fortemente limitata nelle sue potenzialità.

Internet pare abbia avuto il merito di rendere trasparente la scuola. Possiamo vedere l’inconfessabile caos che devasta i rapporti interpersonali, l’alienazione degli adulti, il bullismo e le molestie sessuali. Un incredibile amplificazione mediatica ci mostra, però, solo la realtà che fa notizia e sa attirare spettatori, utenti, ascoltatori, lettori e pubblicità.

L’uso costruttivo dei media, nonché i messaggi positivi che vengono dai giovani impegnati in rivoluzionari percorsi educativi, vengono sistematicamente occultati. Opinionisti e professori già parlano di giovani senza memoria che non vedono il futuro, di scuola decapitata e chiedono il ritorno a un’età dell’oro in cui disciplina e ordine vanno curati a scapito della creatività.

Oltre alla spazzatura di cui ha scritto Michele Serra adesso c’è da preoccuparsi anche di chi non conosce i new media e tanto meno le potenzialità umane e l’intelligenza delle nuove generazioni. Bisogna ricordare che i mezzi di comunicazione tradizionali sono gestiti da adulti e così i siti che pubblicano oscenità. La scuola è incapace di rinnovarsi per mancanza di adeguati investimenti e per l’assenza di un progetto culturale adeguato ai tempi. Di tutto ciò i minori non hanno nessuna colpa.

Se manca un codice etico e un sistema ferreo di sanzioni contro chi crea una rete di interessi attorno a Internet con la scusa del suo potenziale democratico deve puntare l’indice da un’altra parte.

I media sono gestiti dagli adulti e non dai giovani. La scuola è vecchia e non prevede un programma di alfabetizzazione ai media. Bisogna intervenire con decisione trattando siti, portali e tutto ciò che si trova in Internet con gli stessi criteri di responsabilità che ispirano la legge sulla stampa. Deve sempre essere individuabile un responsabile per fare rispettare la privacy, il diritto d’autore e il codice deontologico riconosciuto dai giornalisti e da chi fa informazione.

I minori, a scuola, devono studiare i media, conoscerne il linguaggio e la tecnica di comunicazione sia per comprendere meglio la complessità della società contemporanea sia per appropriarsi concretamente del diritto all’espressione e alla creatività. La Rete è demagogica quanto la politica, i media e la scuola. La democrazia i giovani devono conquistarsela con l’aiuto degli adulti che non possono permettersi di rinunciare nei loro confronti al proprio senso di responsabilità.
Francesco Menichella  
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