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La Disney del futuro è manga
Rivoluzione nel mondo dei fumetti (versione
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Un personaggio stravagante e misterioso è pronto ad animare le pagine di Speed Loop, il nuovo fumetto di casa Disney. Aspetto trasandato, volto spigoloso da adolescente in lotta con il mondo e cervello da genio informatico: Reno Albarn (questo il nome del protagonista) nasce così dalla matita di Claudio Sciarrone e Fausto Vitaliano, due autori italiani che hanno ricevuto il prestigioso compito di sviluppare i nuovi progetti editoriali della famosa casa d’animazione americana.
Il giovane interprete del graphic novel (presentato in anteprima a Lucca) rappresenta il naturale punto di arrivo di una rivoluzione estetica e grafica iniziata negli anni Novanta con Paperinik e proseguita con le Witch.
Gli eroi degli ultimi comics disneyani presentano, infatti, le caratteristiche inconfondibili dei manga giapponesi, dai tratti marcati alle espressioni ruvide e ossute. Un’evoluzione straordinaria, se pensiamo alla morbidezza e alla semplicità dei primi disegni.
Agli esordi, Mickey Mouse, era poco più di un abbozzo, un esserino con grandi orecchie circolari, corpo a pera e una coda lunga. Solo più tardi, papà Walt decise di infilargli guanti e scarponi, per renderlo più umano, e di levargli il pelo o altri impicci che ne rallentassero l’animazione, dita comprese.
Ma le novità non riguardano solo l’aspetto stilistico: Speed Loop è infatti un appassionante intrigo di rocambolesche avventure al limite del visionario. Fra litigi, lezioni e rivalità adolescenziali, Reno ed i suoi amici scoprono che DPH, il rinomato collegio in cui studiano, è, se non una facciata, solo una parte di un qualcosa (un progetto? un mondo?) molto enigmatico e potenzialmente radicato in un universo virtuale, che verrà esplorato nel seguito della serie.
Sono ormai lontane le atmosfere serene della vita di Topolino e compagni; la Disney sembra proprio aver rinunciato a quell’ingrediente che ne ha decretato per decenni il successo mondiale: il contatto con la realtà, conservato attraverso trame lineari e divertenti unite a personaggi credibili che possiedono atteggiamenti, modi di fare, vizi e qualità tipiche dell’uomo comune.
È evidente che quel mondo dolce e un po’ ovattato non riesce più a far presa sui giovani lettori di oggi. Per rendersene conto basta leggere i commenti dei numerosi blog dedicati alla storia di Reno: gli appassionati richiedono un tono più cupo, quasi claustrofobico e consigliano agli autori di ridurre le parti di commedia per accentuare il mistero e le aspettative.
Non sarà facile soddisfare le esigenze di un pubblico più esperto e maturo; l’obiettivo è quello di creare un prodotto che riesca a entusiasmare la fascia degli adolescenti (il target è dagli 11 agli anta), rinunciando, quindi, all’attenzione dei bambini più piccoli, da sempre destinatari di questo particolare genere letterario.
Si spiega così il cocktail di grafica accattivante, temi impegnativi (dalla tutela della privacy all’autodeterminazione dei ragazzi) e codici linguistici moderni, molto diversi da quelli del fumetto tradizionale. Scorrendo le pagine di Speed Loop, è facile imbattersi in citazioni cinematografiche e riferimenti al mondo manga made in Japan, comprensibili solo da parte di cultori adulti.
Da non sottovalutare, poi, le possibili implicazioni con internet. I responsabili del progetto stanno pensando di fondere carta e on-line trasferendo in rete la saga in modo tale da trasformare la lettura in esperienza interattiva. Un successo fin da ora prevedibile, visto che il forum dedicato a Reno Albarn ha già raggiunto in breve tempo più di duemila contatti.
Nel 1928 Walt Disney dichiarava che le storie dei fumetti, al pari di musical e film western, riflettono un determinato periodo storico della società, costituiscono un aspetto multicolore del paese. Se in queste parole c’è un fondo di verità, la nuova epopea manga può raccontarci molto del nostro presente: uomini iper ossessionati dalle tecnologie e sempre meno predisposti al rassicurante sogno fanciullesco in cui, qualche volta, era bello rifugiarsi.
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| Valentina Buzzi
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