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Blog Aziendale
Il mercato è conversazione
(versione stampabile)
L’espressione Educazione ai media significa non solo conoscere gli strumenti di comunicazione che vengono utilizzati quotidianamente per scopi didattici, bensì un processo educativo che consente la conoscenza dei media nelle sue forme e modalità comunicative per poter interpretarne i contenuti e utilizzare gli stessi in modo consapevole e virtuoso.

I soggetti coinvolti in un processo comunicativo possono svolgere contemporaneamente ruoli di studenti, produttori di contenuti, fruitori di contenuti e consumatori di prodotti o servizi.
Il blog può assumere in questo senso più forme: può essere didattico, personale con la funzione di diario, uno spazio di condivisione e socializzazione di contenuti per un gruppo più o meno ristretto di soggetti, luogo di approfondimento, ma anche commerciale.

Se per i ruoli didattico e di social network è già presente una letteratura in grado di descriverne approfonditamente scopi e funzioni, quello commerciale risulta un fenomeno ancora troppo recente e nella sfera del marketing sta avendo ancora oggi la sua massima espressione perlopiù in ambito statunitense. Tuttavia, raccogliendo informazioni da ricerche e studi di settore, è possibile far emergere alcuni interessanti aspetti.

L’avvento di Internet ha portato numerosi cambiamenti nella produzione e nella fruizione delle informazioni e la comunicazione ha acquisito connotati del tutto peculiari determinando cambiamenti anche nei rapporti commerciali tra aziende, clienti e fornitori.
Il termine conversazione svolge un ruolo di primaria importanza nei testi di ricerca sul marketing e comunicazione e la tesi sostenuta dalla maggior parte degli esperti del settore è un antica massima degli economisti di tutti i tempi: i mercati sono conversazioni (The Cluetrain Manifesto: the end of Business as Usual, 1999.).

I soggetti coinvolti sono le aziende e i consumatori. Questi ultimi agiscono e, spinti dai sensi e dalle emozioni, cercano esperienze, non solo prodotti; attraverso il consumo hanno l’occasione di esprimere la propria identità.(Cfr. Douglas e Isherwood, 1979; trad. it. 1984 ; Douglas, 1979, tr. it. 1996, pp. 73-75 “sensation seeker” in G. Fabris, Il nuovo consumatore: verso il postmoderno, Franco Angeli, Milano, 2003.).

Tutti coloro che vengono coinvolti in processi comunicativi sono da intendersi in senso ampio consumatori e clienti, poiché fruiscono di informazioni e con esse interagiscono attivamente e, proprio a partire da questa tendenza, l’azienda cerca di instaurare una relazione, parlare direttamente con loro e ricorrere agli strumenti che essi utilizzano quasi quotidianamente.
Il blog si identifica come strumento particolarmente efficace per instaurare un dialogo diretto tra azienda e cliente e per attuare i cambiamenti di rotta che le aziende hanno effettuato nella presentazione dei propri prodotti:

-da messaggi pubblicitari attraenti ma privi di sostanza alla presentazione del prodotto e del valore aggiunto nel possederlo;

-da una comunicazione unidirezionale alla comunicazione bi-direzionale;

-da processi produttivi a processi di relazione diretta con il cliente;

-da push-based marketing a trust-based marketing ovvero marketing che si basa sulla fiducia;

-il mercato si fa virtuale ed è occasione di incontro e dialogo;
-da interruption marketing a conversational marketing (coinvolgimento dei clienti che diventano costumer evangelists attraverso il passaparola: marketing virale: si creano nuove forme conversazionali che riorganizzano la comunità sociale e modificano lo scambio di conoscenza all’interno di essa.

Il modello interattivo e decentralizzato risulta molto più efficiente di qualsiasi altro sistema di comunicazione aziendale poiché il consumatore oggi può scegliere, può ignorare gli annunci pubblicitari, banner e venditori pertanto per le aziende è fondamentale attirare l’attenzione con idee che diffondono successo (realizzare qualcosa per cui valga veramente la pena parlare): la straordinarietà di un prodotto sta negli occhi del consumatore e se il mercato non ritiene che esso sia straordinario, non lo è.
Come è già stato evidenziato dal professor Catarozzo (Blog: la democrazia in un clic!), il Blog presenta caratteristiche ben distinte rispetto ad altri software presenti nel Web e contribuisce a determinare il passaggio dal web 1.0 al web 2.0: l’utente non solo fruisce di contenuti o servizi (web 1.0), ma è esso stesso autore di contenuti e nel mercato, coopera a disegnarne e ri-disegnarne le caratteristiche peculiari.

Quali possono essere le caratteristiche attribuibili al blog aziendale?

Per fare questo ritengo utile riflettere su modelli di analisi interpretativa già esistenti e tra essi individuare quali possano essere applicabili al blog commerciale; essi sono:
- Focale conversazionalista proposta dal Prof. Carlo Galimberti in cui si possono individuare due fasi:
-denotativa: analisi comunicativa strutturale; usabilità (navigazione, fruibilità dell’informazione, funzionalità); analisi grafica, testuale, sonora.
-connotativa: elementi identificativi e comunicativi della relazione; gestione contenuti e potenzialità espressive; identità costruite nel blog. (Galimberti, Dalla comunicazione alla conversazione, Media e processi simbolici.)
- Blog come Atto linguistico proposta da Prof. Federico Venturini (Venturini, Teorie del linguaggio e conversazione nella blogosfera) che identifica il blog come luogo in cui si attivano conversazioni e, riprendendo la Teoria degli Atti Linguistici di Austin (1962), afferma che esso sia una piattaforma conversazionale in cui si possono attivare atti locutori, illocuotori e perlocutori.

A differenza di altre piattaforme il blog rende conto in se stesso del livello perlocutivo, è predisposto ad accoglierlo e a registrarlo.
Egli riconosce che il blog sia tale solo se raggiunge il livello perlocutivo e in questo si apre alla socialità dando vita a dinamiche che contraddistinguono il Web 2.0.

Non credo possano considerarsi esempi interpretativi inconfutabili, piuttosto degli utili modelli da cui partire per dare vita a dibattiti costruttivi da cui far nascere nuove e stimolanti ipotesi di lavoro.
a cura di Francesca Ferrari
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