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L’educazione all’immagine in Europa (Gran Bretagna)
Nuova alfabetizzazione (versione
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L’educazione all’immagine rappresenta una delle direttrici principali della Media Education, che nel corso degli ultimi decenni ha raggiunto la scena del dibattito internazionale e ha varcato la soglia della scuola in forme e modalità differenti.
Tali prospettive dipendono in larga misura dalla concezione che la società educativa ha sviluppato in relazione ai mezzi di comunicazione: ambienti di conoscenza, tecnologie di mediazione, soprammobili domestici, strumenti espressivi e, solo per citare alcune delle definizioni più comuni, stimoli all’imbarbarimento culturale delle giovani generazioni.
A queste rappresentazioni, spesso alimentate dai discorsi di accompagnamento che partecipano all’affermazione sociale delle tecnologie di comunicazione, si aggiunge il dibattito educativo e pedagogico, che si concretizza nelle scelte che la politica dell’educazione opera nella realtà scolastica attraverso i documenti formali.
La storia educativa recente ci propone numerosi scenari di integrazione nella scuola, pur precisando che l’educazione all’immagine, come attenzione al linguaggio e alle potenzialità espressive dell’audiovisivo in senso ampio, non si limita ad essere affrontata nel contesto scolastico, bensì si estende ai contesti extra scolastici e familiari. Tale precisazione è utile per comprendere le finalità della Media Education, e dell’educazione all’immagine nello specifico, poiché educare ad un impiego critico dei media e ad un giudizio indipendente e sereno della realtà che ci circonda rappresentano idealità e valori universalmente riconosciuti.
Saper, allora, “interrogare” le immagini e “fare domande” al testo rappresentano un traguardo decisivo dell’educazione all’immagine, obiettivo di fatto facilitato dall’implementazione di un progetto completo, che idealmente inizia nella scuola dell’infanzia e si arricchisce nel corso del percorso scolastico formale, garantendo quella autenticità e quella continuità che ne permettono il pieno raggiungimento.
Le differenze che l’educazione all’immagine presenta nel contesto europeo dipendono, dunque, dalle diverse impostazioni educative, dalla disponibilità della scuola e, in misura decisiva, dalla presenza sul territorio di risorse attive e di strutture attente al dibattito sulla Media Education.
Laddove, infatti, la Media Education è maggiormente radicata, l’educazione all’immagine risulta particolarmente diffusa nelle pratiche educative e, cosa ancor più interessante, nelle politiche e nei documenti formali pensati per rispondere alle esigenze del contesto generalmente inteso.
Una testimonianza forte di tale corrispondenza è fornita dal caso della Gran Bretagna, la cui tradizione nel campo della Media Education rappresenta per molti Paesi europei un punto di riferimento sia a livello teorico, poiché proprio la Gran Bretagna ha dato una prima voce alla Media Literacy in ambito europeo, che a livello pratico in relazione all’ampia documentazione disponibile, costituita da guide per gli insegnanti, seminari aperti al pubblico e momenti di confronto riconosciuti a livello internazionale.
Come anticipato, l’interesse manifestato dal Ministero dell’Educazione e il proficuo dibattito sulla comunicazione audiovisiva hanno dato origine al percorso che l’educazione ai mezzi di comunicazione ha svolto nella scuola a livello formale.
A titolo di esempio, il seminario del 1999 sulle attività e le pratiche di M.E. ha dato luogo alla produzione di documenti di lavoro (Media Literacy Policy Statement e A new future for Communication nel 2000) e all’impegno diretto del Governo per un approccio più coerente al tema.
In questo senso, dunque, la scuola è stata chiamata in causa dal principio per acquisire conoscenze e abilità utili al fine di rapportarsi in maniera critica ai mezzi di comunicazione.
Tra le finalità si segnalano:
- conoscere le modalità con cui un significato/contenuto viene
espresso nei testi filmici;
- capire come le forme espressive contribuiscano a conferire e
produrre uno specifico effetto;
- riflettere sulla natura del testo audiovisivo e sulle procedure di
selezione a monte.
Nel 1998 il Department for Culture, Media and Sport si è, poi, impegnato per la realizzazione di strategie educative audiovisive, con il supporto del British Film Insitute (BFI): tra le affermazioni più interessanti ritroviamo la richiesta di riconoscere l’importanza delle abilità critiche e creative legate alle immagini, quali elementi chiave per l’alfabetizzazione nel XXI secolo.
Ed è proprio la sinergia con il BFI e con l’Office of Communication che ha permesso di sviluppare negli anni successivi ricerche e analisi sull’impiego dell’audiovisivo nella scuola, favorendo di conseguenza un coinvolgimento concreto di insegnanti e studenti nella pratica educativa quotidiana.
Nello specifico il BFI, fondato dal UK Film Council come corpo indipendente per diffondere maggiori opportunità educative nel rapporto con i mezzi audiovisivi e per rispondere ai diversi bisogni in relazione all’educazione alle immagini, offre diversi servizi:
- accesso a informazioni, cataloghi, immagini
- pubblicazioni legate al mondo dell’audiovisivo
- risorse pratiche per gli insegnanti (ad esempio la Teaching
Guide for Primary and Secondary Schools)
- esperienze di apprendimento, tra cui corsi e seminari di
aggiornamento.
Tra le pubblicazioni più interessanti, scaricabili in rete (www.bfi.org.uk), segnalo:
- Making Movies Matter, che raccoglie interessanti contributi ed è il frutto della ricerca condotta per migliorare l’educazione audiovisiva in Inghilterra e che ha coinvolto, oltre ai ricercatori del BFI , il Dipartimento dell’Educazione e altri centri tra cui il Teacher Training Agency;
- Moving Images in the Classroom, che delinea alcune indicazione per le pratiche audiovisive nel curriculum , nonché attività suggerite per ampliare la conoscenza del linguaggio delle immagini e dei codici impiegati per dare significato alle emozioni e ai contenuti trasmessi sullo schermo.
In considerazione di quanto detto, gli insegnanti possono trovare numerosi spunti di riflessione e suggerimenti pratici per un impiego didattico dell’audiovisivo nella scuola, con il supporto riconosciuto del Governo e con risorse audiovisive di grande interesse e varietà, facilitando il percorso di diffusione dell’educazione all’immagine.
Sitografia:
I riferimenti che seguono permettono di accedere ai documenti principali e ai progetti discussi nel corso della trattazione, suddivisi geograficamente.
Gran Bretagna:
Ministero dell’Educazione
Media Literacy Policy Statement, 2001
A new future for communication – The communication White Paper
National Curriculum Programmes of Study
The UK Media Education Website
The BFI, British film Institute
Centre for the Study of Children, Youth and Media
The Media Education Centre
Film Education
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| Alessandra Carenzio
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